19 Gennaio 2023

IL CANE DA CORREGGERE SUL TARTUFO

Il mio cane insegue le bestie, il mio cane non è interessato al tartufo, il mio cane mangia l’erba, il mio cane non sta vicino, il mio cane non si allontana, il mio cane è troppo lento, il mio cane è troppo veloce, etc etc… Come posso aggiustare il cane?

Andando contro il mio interesse, la risposta è che forse innanzitutto dovremmo aggiustare la nostra idea del cane. Il cane non è un foglio bianco da scrivere, ogni razza e soggetto porta scritta nella sua memoria di razza una sua “utilità”.

Che Il pedigree sia uno strumento per chi vuole fare le esposizioni è parere tristamente diffuso, la selezione del cane da lavoro se fatta seriamente e quindi certificata dal pedigree ha un alto valore.

Spesso si dice che il cane buono per il tartufo è quello scartato dal cacciatore, questo dovrebbe farci riflettere perchè stiamo dicendo che il cane “buono” è quello che non ha la propria memoria di razza. Spesso si dice che i vecchi andavano con i meticci ma non diciamo quanti ne scartavano ed in che modo prima trovare quello buono.

Ne desumiamo che bisogna andare a tartufi solo con il lagotto romagnolo perchè è l’unica razza riconouscita per la cerca?

NO!

Ne desumiamo che come al solito un po’ di cultura e di studio ci toglie di impaccio, ogni razza avrà i suoi pro e contro e peculiarietà nella cerca ed ogni soggetto all’interno della razza farà caso a sé.

Ascolto e conoscenza della razza sono metà dell’opera, l’altra metà sarà il voler educare il cane, educare etimologicamente deriva da “educere” portare fuori, far emergere. Non correggiamo il cane ma assecondiamo i suoi punti di forza e rispettiamo le sue “fragilità” rispetto alla disciplina che stiamo proponendogli, ma che in realtà fragilità non sono e nemmeno atteggiamenti da corregere.

E se il cane comunque non va?

Tante coccole sul divano, oppure lunghe notti in compagnia delle greggi oppure qualsiasi altra cosa il vostro amico vi chiede per il suo benessere. Ma qui si apre un altro capitolo…

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